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Colchester
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mwfqColchester (IPA /ˈkəʊltʃɪstə(r)/cite-ref-1[1]) è una mwgwcittà del Regno Unito nella mwhacontea inglese di mwhqEssex a est della mwhgGrande Londra. Sorge sul fiume mwhwColne e contava una popolazione di mwia121859 abitanti al censimento del 2011.
Colchester ospita un famoso mwigcastello (uno dei più antichi del mwiwRegno Unito), il mwjaColchester United Football Club, e l'mwjqUniversità dell'Essex, dove vengono anche organizzati campi-scuola estivi. Il demonimo corretto, in mwjglingua inglese, è mwjwColcestrian.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
Si ritiene che il nome mwkwColchester derivi dall'unione di due parole latine, la parola mwlaColonia, una tipologia di insediamenti urbani fondati dai Romani i cui i cittadini godevano degli stessi diritti dei cittadini di Roma (una colonia romana venne infatti fondata nelle vicinanze di Colchester), e la parola mwlqCastra, la quale indica una fortificazione o un accampamento militare.
Le prime forme del nome mwlwColchester sono, nel mwmaX secolo, mwmqColenceaster e mwmgColneceastre, mentre la moderna scrittura mwmwColchester è attestata a partire dal mwnaXV secolo. Inoltre, secondo questa interpretazione, il fiume Colne, che attraversa la città, prende anch'esso il proprio nome dalla parola mwnqColoniacite-ref-1-2-0[2].
Ciononostante, alcuni etimologisti credono che il nome del fiume Colne sia di derivazione celtica, e quindi preromana, condividendo così la propria origine con diversi altri fiumi di nome mwowColne o mwpaClun in Gran Bretagna.
Storia
Preistoria
La collina di ghiaia sulla quale si trova Colchester si formò nel Medio mwqaPleistocene e venne modellata in un terrazzamento durante la glaciazione di Ipswich da parte di un antico antenato del fiume Colnecite-ref-0-3-0[3]. In questi depositi sottostanti la città sono stati ritrovati utensili in selce del mwrqPaleolitico, tra cui almeno sei asce a mano mwrgacheuleanecite-ref-0-3-1[3]. Sono inoltre stati ritrovati alcuni strumenti in selce di epoca successiva fabbricati da gruppi di cacciatori-raccoglitori che vivevano nella valle del Colne, tra cui un'ascia proveniente da Middlewickcite-ref-0-3-2[3]cite-ref-4[4]. Negli mwuwanni Ottanta un inventario archeologico dei reperti trovati nelle vicinanze di Colchester includeva oltre 800 schegge di ceramica dal mwvaNeolitico, dall'mwvqetà del bronzo e dalla prima mwvgEtà del ferro e molti esempi di selce lavorata. Tra questi figurava una fossa scoperta in Culver Street contenente un vaso scanalato con funzioni rituali del Neolitico, così come urne a secchio della mwvwcultura Deverel-Rimbury ritrovate in altri scavi. Colchester di per sé è circondata da monumenti del Neolitico e dell'età del bronzo più antichi della città, tra cui un complesso megalitico a Tendring, alcuni estesi cimiteri a tumulo a Dedham ed a Langham, ed uno ancora più imponente a Brightlingsea costituito da un insieme di 22 tumulicite-ref-5[5].
Le origini celtiche
Si ritiene che Colchester sia la più antica città di cui si abbia menzione in Gran Bretagna, sulla base del riferimento ad essa fatto da mwxgPlinio il Vecchiocite-ref-6[6], sebbene il nome celtico della città, mwywmwzaCamulodunon, appaia su monete coniate tra il mwzq20 a.C. e il mwzg10 a.C. dal capo celtico Tasciovanocite-ref-1-2-1[2]. Prima della conquista romana della mwawmwbaBritannia Colchester era già un centro di potere per mwbqCunobelino (conosciuto da mwbgShakespeare con il nome di mwbwCymbeline), re dei mwcaCatuvellauni, il quale vi stabilì la propria zeccacite-ref-7[7]. Ed è proprio sulle monete fatte coniare da Cunobelino che appare il nome celtico mwdqCamulodunon, a seconda dei casi riportato come mwdgCA, mwdwCAM, mweaCAMV, mweqCAMVL o mwegCAMVLODVNO, il cui significato è "la fortezza del [dio della guerra] Camulos"cite-ref-8[8]. Verso il mwfw30 a.C. la città di Camulodunon controllava una vasta area dell'Inghilterra meridionale e orientale, tant'è che Cunobelino veniva chiamato "re dei Bretoni" dagli autori romani contemporaneicite-ref-1-2-2[2]. Camulodunon è inoltre annoverata fra i possibili siti in Gran Bretagna che possono aver ispirato la descrizione della leggendaria mwhaCamelot del mitico mwhqre Artùcite-ref-9[9].
Colchester romana
Colchester fu il primo importante insediamento romano in territorio britannico, dopo la conquista a opera dell'imperatore mwjaClaudio, il quale proprio a Colchester ricevette, nel 43 d.C., un'accoglienza trionfale. Un forte legionario romano, il primo in mwjqGran Bretagnacite-ref-1-2-3[2], venne quindi installato a Colchester sempre nel 43 d.C., poco dopo la conquista dell'isolacite-ref-10[10]. Successivamente, quando la frontiera romana superò l'area e la XX legione si fu spostata verso ovest (49 d.C. circa), Camulodunum, latinizzazione del toponimo celtico mwlgCamulodunon, divenne una colonia romana, ufficialmente nominata, secondo un'iscrizione del mwlwII secolo, mwmaColonia Victricensis. In questo periodo la città possedeva uno sfarzoso mwmqtempio dedicato al Divo Claudiocite-ref-11[11], il più grande tempio in stile classico in tutta la mwngBritannia, così come almeno altri templi romano-britannici. Colchester ospitava anche due dei cinque mwnwteatri romani rinvenuti in Gran Bretagna, uno dei quali, situato a Gosbecks (sito dell'abitazione di un capo tribù dell'età del ferro) era il più grande in mwoaInghilterra, in quanto capace di ospitare fino a mwoq5 000 spettatori.
Camulodunum divenne quindi la capitale della mwowprovincia romana della Britannia. Tuttavia, secondo lo storico latino mwpaTacito, mwpqBudicca, regina della tribù britannica degli mwpgIceni, umiliata dai Romani e per questo desiderosa di vendicarsi, animò una rivolta contro di loro: nel 61 d.C. attaccò dunque la fortezza di Camulodunum, radendola al suolo. La città fu quindi sostituita, nella sua funzione di capitale della Britannia, dalla non distante mwpwLondinium, l'odierna città di mwqaLondra. I Romani ricostruirono la città tra il 65 d.C. e il 68 d.C., la circondarono con robuste mura per una lunghezza di circa mwqq2 800 metri e vi eressero un tempio dedicato al divo Claudio. Nel 2004 gli archeologi hanno riportato alla luce i resti, unici nel loro genere in Gran Bretagna, del circo romano, situati al di sotto l'odierna guarnigione di Colchester. La Colchester romana raggiunse il proprio massimo splendore tra il mwqgII e il mwqwIII secolo d.C.cite-ref-1-2-4[2]
Colchester sassone
Ci sono le evidenze di una frettolosa riorganizzazione delle difese di Colchester tra il 268 e il 282 d.C., seguite successivamente, nel mwsgIV secolo, dal riempimento di Balkerne Gate. John Morris (1913 – giugno 1977), storico britannico specializzato nello studio delle istituzioni dell'Impero romano e nella storia della Gran Bretagna post-romana, ha suggerito nella sua opera mwsw"The Age of Arthur" (1973) che siccome i discendenti dei britanni romanizzati guardavano al passato con nostalgia per la trascorsa prosperità, è probabile che il nome mwta"Camelot" presente nel ciclo arturiano fosse un riferimento a mwtqCamulodunum, capitale della Britannia al tempo dei Romani.cite-ref-12[12]
L'archeologo Sir Mortimer Wheeler è stato il primo a supporre che la mancanza di ritrovamenti anglosassoni in un triangolo tra Londra, Colchester e Saint Albans potrebbe indicare un'area "post-romana", dove il dominio britannico continuò dopo l'arrivo degli Anglosassoni. Da allora scavi archeologici hanno rivelato una qualche iniziale forma di occupazione sassone. Tra le prove si adducono un'abitazione in legno del V secolo costruita sulle rovine di una mwuwdomus romana nell'odierna Lion Walk, nonché il fatto che gli edifici pubblici vennero abbandonati: anzi, è addirittura in dubbio se Colchester sia sopravvissuta come insediamento urbano dopo il VI secolo.cite-ref-13[13]
Amministrazione
Gemellaggi
Note
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cite-note-44. ↑ mwaqu(mwaqymwaqcEN) J. Wymer, mwaqgGazetteer of Mesolithic sites in England and Wales, in mwaqkCBA Research Report, n.mwaqo 20.
cite-note-66. ↑ mwarg(mwarkmwaroLA) Plinio il Vecchio, mwarsNaturalis Historia, II, 187.
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cite-note-1515. ↑ mwawo(mwawsmwawwFR) mwaw0mwaw4Jumelages, su mwaw8avignon.fr. mwaxaURL consultato il 19 febbraio 2021 mwaxe(archiviato dall'mwaxiurl originale il 30 gennaio 2021).
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• (EN) Sito ufficiale, su colchester.gov.uk.
• citerefenciclopedia-italianaVico CASTELFRANCHI, Arthur POHAM e Léopold Albert CONSTANS, COLCHESTER, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefsapere-itColchester, su sapere.it, De Agostini.
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• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1959J. M. C. Toynbee, COLCHESTER, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1959.
• citerefbritannica-com(EN) Colchester, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Colchester, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.